giovedì 4 luglio 2013

La Roccia Dolente: 1 - le basi

Un annetto fa si era parlato, sul forum della Roaring Old School, di Legend of Grimrock. L’avevo provato e mi era piaciuto, ma dal momento che il mio portatile non sembrava invece gradirlo e mi si spegneva durante il gioco, avevo dovuto desistere; l’assunto di base, però, mi aveva affascinato, e l’idea di un gruppo di condannati che possono salvarsi la vita solo se riescono ad uscire da una grande prigione sotterranea non aveva smesso di frullarmi in testa.
Giusto un paio di mesi fa decidiamo, con un paio di amici che non vedevo da tempo, di giocare assieme un’avventura di tre o quattro sessioni, e colgo la palla al balzo per mettere finalmente mano al progetto della prigione sotterranea: nasce così la Roccia Dolente.
Direttamente dai miei appunti, ecco il primo abbozzo che stendo:

I personaggi sono galeotti costretti ad attraversare la Roccia Dolente per sopravvivere.
·         Nessun equipaggiamento di partenza, a parte una torcia a testa, un singolo acciarino, un otre a testa (pieno d’acqua) e due razioni di cibo a testa (cibo per un giorno).
·         Gestione accurata di luce, cibo e acqua.
·         Creature che vedono al buio.
·         Equipaggiamento sparso, generato casualmente.
·         Ex-galeotti che si sono organizzati e vivono sottoterra.
·         Cannibali!
·         Funghi commestibili.
·         Muschio fluorescente.
·         Coboldi (?) con i quali commerciare.
·         Quest complementari per ottenere indicazioni.
·         Oggetti migliori devono essere tolti ai nemici o conquistati in qualche modo.

Il lavoro da fare non è poco, e ciò che maggiormente mi preme è dare ai personaggi un’equa chance di cavarsela e al contempo progettare un dungeon popolato sia da creature stanziali che da condannati in cerca della salvezza, e per questo in perenne cambiamento.
Decido che la struttura avrà tre livelli (che sono pochi, ma dei problemi e delle incongruenze del risultato finale scriverò dopo) di medie dimensioni (una trentina di stanze/ambienti per livello), e che solo una parte della mappa (meno della metà) avrà caratteristiche stabili (incontri con creature stanziali, trappole, effetti magici o altro). Per il resto mi affido agli incontri casuali e ad un generatore di oggetti che a lavoro terminato avrà più di 120 entrate!

L’idea è che l’ambiente della Roccia Dolente, nella quale quasi ogni giorno vengono abbandonati gruppetti di sventurati galeotti, sia in costante evoluzione, e che i personaggi, che partono senza armi né armature né libri degli incantesimi, possano trovare durante l’esplorazione ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere.
Chi ha paura del buio?

Per aumentare un po’ le possibilità del gruppo decido che ci saranno, all’interno della Roccia Dolente, creature con le quali commerciare, e che anche gli altri gruppi di galeotti potranno essere d’aiuto (forse. O magari si limiteranno a cercare di uccidere gli avventurieri!). Stendo anche una lista di PNG, galeotti pure loro, che in base al livello e ai giorni trascorsi nel sottosuolo possiedono più o meno equipaggiamento.
Come sistema scelgo il mio amato e fidato AD&D 1e, con qualche regola casalinga e qualche accorgimento speciale legato alla particolare natura dell’ambientazione; stabilisco che i personaggi saranno all’incirca di 4° livello (12.000 punti esperienza a testa) e soprattutto non dico nulla ai giocatori!
Le particolarità dell’avventura devono restare un segreto fino al momento in cui annuncerò che i personaggi sono stati condannati a morte per qualche motivo, e che hanno un’unica possibilità di cavarsela: affrontare gli oscuri pericoli della Roccia Dolente. Sarebbe altrimenti fin troppo facile pianificare un gruppo le cui capacità minimizzino le difficoltà dell’avventura (non ultima tra queste la scarsità di fonti di luce): lascio così che i personaggi vengano normalmente creati per una “generica” ambientazione fantasy, e poi procedo con l’introduzione. E l’effetto sorpresa non manca di certo!

Nei prossimi post scenderò maggiormente nei dettagli dell’avventura e delle regole che abbiamo usato, ma intanto posso anticipare che gli amici dei quali ho raccontato non sono stati gli unici a cimentarsi con la Roccia Dolente: al momento due gruppi l’hanno completata, e un terzo è tuttora impegnato nei meandri della prigione sotterranea. Ogni gruppo è partito con premesse differenti (del primo ho detto; i personaggi del secondo erano reduci da un’altra serie di avventure piuttosto classiche e sono stati “promossi” al 4° livello per affrontare la Roccia Dolente; per il terzo si è deciso di usare come sistema Reami Misteriosi, la mia personale versione di Rolemaster/MERP, ma questo è il gruppo che ancora sta brancolando alla ricerca di una via d’uscita), e differenti sono state le soluzioni adottate e gli esiti.

Appuntamento quindi al prossimo post, nel quale comincerò a scrivere del dungeon vero e proprio e delle sue caratteristiche!

2 commenti:

  1. Molto interessante! Non vedo l'ora di saperne di più!

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  2. Mooolto intrigante! Sono proprio curioso di sapere come sia venuto con Reami Misteriosi.

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